{"id":17157,"date":"2019-04-01T20:16:10","date_gmt":"2019-04-01T18:16:10","guid":{"rendered":"http:\/\/euwps02.tecnavia.com\/ilmercoledi\/news\/?p=17157"},"modified":"2019-04-01T20:16:12","modified_gmt":"2019-04-01T18:16:12","slug":"margherita-giacobino-svela-leta-ridicola-grazie-al-gruppo-di-lettura-di-carmagnola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/2019\/04\/01\/margherita-giacobino-svela-leta-ridicola-grazie-al-gruppo-di-lettura-di-carmagnola\/","title":{"rendered":"Margherita Giacobino svela \u201cL\u2019et\u00e0 ridicola\u201d grazie al Gruppo di lettura di Carmagnola"},"content":{"rendered":"<p>CARMAGNOLA &#8211; Tradizionale appuntamento di fine mese, gioved\u00ec scorso alla Trattoria della Vigna, con la scrittrice torinese che presenta il suo ultimo lavoro, un\u2019accurata descrizione della quarta et\u00e0 immersa nel noir dello humor e forse del poliziesco, un noir ironico nel linguaggio che non fa certo difetto a Margherita Giacobino<br \/>\nC\u2019\u00e8 stata l\u2019et\u00e0 del ferro, del bronzo e dell\u2019oro e molto probabilmente il Terzo Millennio verr\u00e0 etichettato come \u201cl\u2019et\u00e0 ridicola\u201d. Un\u2019et\u00e0 ridicola perch\u00e9 nulla \u00e8 come sembrerebbe essere, dimostrandosi il pi\u00f9 delle volte pi\u00f9 virtuale che reale, pi\u00f9 un prodotto dell\u2019onirico computer che di una solida realt\u00e0. Ma anche la vita delle persone attraversa l\u2019et\u00e0 del ferro, del bronzo, dell\u2019oro per poi declinare nell\u2019et\u00e0 ridicola, che al giorno d\u2019oggi, visto il prolungarsi dell\u2019et\u00e0 media, si \u00e8 traslata nella quarta et\u00e0.<br \/>\nQuando anagraficamente inizi l\u2019et\u00e0 ridicola \u00e8 soggettivo ed indefinito e Margherita Giacobino, analitica scrittrice torinese colloca, l\u2019et\u00e0 della protagonista del suo ultimo lavoro sulla novantina. Una protagonista che non ha un nome, che nel romanzo passa con agilit\u00e0 dalla terza persona all\u2019io di voce narrante, che viene semplicemente definita \u201cla Vecchia\u201d. Semplice e lineare definizione, come una coltellata dei tanti noir che affollano la letteratura torinese, ma che ha subito lo scopo di chiarire che in questo romanzo, ed anche nell\u2019autrice, il melenso politically correct non esiste. Quando sei vecchio puoi definirti diversamente giovane?<br \/>\nPartendo da questi presupposti Margherita Giacobino ci offre, usando tutte le sue capacit\u00e0 di gestire le parole e le immagini, una serie di pensieri e di paure che condizionano l\u2019et\u00e0 ridicola, che sono presenti in molti di quelli che ne varcano la soglia di ingresso, mentre possono essere di stimolo e di riflessione per chi vive ancora nell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro, ma ha sicuramente nella sua cerchia persone che nell\u2019et\u00e0 ridicola ci sono e la stanno vivendo.<br \/>\nLa Vecchia, per\u00f2, non \u00e8 un personaggio molle e decadente. Cammina con il bastone e spesso deve appoggiarsi al braccio della sua colf\/badante Gabriela, ma \u00e8 una decisionista, una che dice pane al pane, vino al vino, non ha paura di confrontarsi con il mondo esterno e gli squali che nuotano, come sempre accaduto nella storia dell\u2019uomo, in questo Terzo Millennio, che per chi vive, bene o male a Torino, forse \u00e8 meno drammatico del secolo passato, ma ha partorito nuove paure, nuove violenze, nuovi mostri.<br \/>\nL\u2019et\u00e0 ridicola \u00e8 anche un romanzo d\u2019amore; la storia di un amore finito perch\u00e9 \u00e8 facile scrivere di un amore che sboccia, che esplode nel firmamento dei sentimenti con le sue passioni travolgenti e coinvolgimenti, un amore che parte dal presupposto del vissero felici e contenti. Troppo facile. Pi\u00f9 difficile descrivere un amore che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e non importa se a scioglierlo \u00e8 stata la volont\u00e0 umana oppure il destino. Un amore di cui rimangono, per\u00f2, tutte le sensazioni, i ricordi, i contatti e i profumi che fanno diventare realt\u00e0 di oggi la realt\u00e0 di ieri, l\u2019altro ieri, l\u2019altro secolo.<br \/>\nL\u2019et\u00e0 ridicola \u00e8 un romanzo di personaggi, oltre che di grandi donne. Personaggi titanici descritti  con colpi di pennello che ci dicono spesso poco del loro carattere fisico, ma moltissimo della loro personalit\u00e0. Ed ecco allora Gabriela, la giovane virginea colf\/badante che ha come contraltare Ana, che ne \u00e8 esattamente il contrario (ma per tutto il libro la Vecchia ci instilla il dubbio che la buona e sensibile immigrata, piccola bugiarda, sia proprio come viene descritta); la famiglia famelica ed approfittatrice immigrata dall\u2019Est di Gabriela, come \u00e8 famelica ed approfittatrice la torinesissima famiglia di Malvina, congiunti che non esitano ad appropriarsi dei beni della donna, unica amica con cui la Vecchia possa ancora condividere spese al mercato, passeggiate e soste in caffetteria per pasticcini che riconciliano con la vita, quando Malvina esce definitivamente di senno a seguito di un furto con destrezza che subisce nella propria casa. Un fatto che quotidianamente le cronache giornalistiche ci raccontano. \u00c8 personaggio importante anche il gatto Veleno, anche lui affondato nell\u2019et\u00e0 ridicola degli acciacchi e dello scatarramento, ma ancora capace di dare conforto e sostegno alla Vecchia, anche se non ha pi\u00f9 il vigore della giovent\u00f9 quando il felino seppe vincere la morte (per veleno appunto) e come un antico guerriero battere l\u2019avversario. E poi una galleria che comprende Max, l\u2019amico dei tempi passati e ora raggiungibile, con fatica, solo per telefono, il marocchino che chiede l\u2019elemosina all\u2019angolo, il verduriere non pi\u00f9 proprietario del suo negozio, il fabbro Ciro, che se la Vecchia non fosse atea considererebbe un angelo perch\u00e9 compare sempre nel posto giusto al momento giusto. Ed infine Dorin, quasi un fantasma amletico per tutto il libro, cugino di Gabriela, in odore di terrorismo che la vorrebbe sposare e farne la schiava del suo focolare.<br \/>\nMargherita Giacobino, per\u00f2, non dimentica che in copertina del volume c\u2019\u00e8 una pistola in mano ad una giovane ragazza e dopo aver costruito tutto il romanzo abbastanza lontano dai presupporti dell\u2019omicidio, con un coup de th\u00e9\u00e2tre ci riporta nell\u2019atmosfera thriller che anche la quarta di copertina ci suggerisce. Il tutto descritto con quel vigore ed umorismo che anche alla Vecchia, seppur spesso astiosa ed ormai completamente immersa nell\u2019et\u00e0 ridicola, non mancano.<\/p>\n<p>Prossimo Aperilibro: Nadia Terranova \u201cAddio fantasmi\u201d<br \/>\nIda \u00e8 appena sbarcata a Messina, la sua citt\u00e0 natale: la madre l&#8217;ha richiamata in vista della ristrutturazione dell&#8217;appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, \u00e8 costretta a fare i conti con il trauma che l&#8217;ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitr\u00e9 anni prima suo padre \u00e8 scomparso. Non \u00e8 morto: semplicemente una mattina \u00e8 andato via e non \u00e8 pi\u00f9 tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un&#8217;identit\u00e0 fondata sull&#8217;anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell&#8217;assenza del corpo paterno, Ida \u00e8 diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d&#8217;infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena. Gioved\u00ec 18 aprile 2019, ore 19.30 \u2013 Trattoria della Vigna, Carmagnola tel. 392 59.38.504<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":10,"featured_media":17158,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9],"tags":[],"news-destination":[],"news-source":[],"is_homepage":[],"ta_other":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17157"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17157"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17159,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17157\/revisions\/17159"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17157"},{"taxonomy":"news-destination","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-destination?post=17157"},{"taxonomy":"news-source","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-source?post=17157"},{"taxonomy":"is_homepage","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/is_homepage?post=17157"},{"taxonomy":"ta_other","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/ta_other?post=17157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}