{"id":41891,"date":"2021-07-22T18:43:25","date_gmt":"2021-07-22T16:43:25","guid":{"rendered":"https:\/\/euwps02.newsmemory.com\/ilmercoledi\/news\/?p=41891"},"modified":"2021-07-22T18:46:37","modified_gmt":"2021-07-22T16:46:37","slug":"filippo-nassetti-fa-volare-le-aquile-nei-cieli-de-il-libro-del-mercoledi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/2021\/07\/22\/filippo-nassetti-fa-volare-le-aquile-nei-cieli-de-il-libro-del-mercoledi\/","title":{"rendered":"Filippo Nassetti, fa volare le aquile nei cieli de \u201cIl libro del Mercoled\u00ec\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Filippo Nassetti<\/strong>\u00a0non \u00e8 un aviatore. Ma il mondo del volo lo conosce molto bene. Perch\u00e9 lavora all\u2019ufficio stampa\u00a0<strong>Alitalia<\/strong>; perch\u00e9 \u00e8 il fratello di un pilota che fra tutti questi personaggi quotidianamente straordinari, \u00e8 ancora pi\u00f9 straordinario, essendo il primo pilota di linea al mondo a essere riuscito a tornare ai comandi di un jet di linea dopo un difficile intervento a al cervello.\u00a0<strong>Filippo Nassetti<\/strong>\u00a0racconta questa storia e molte altre ancora in \u201c<strong>Molte aquile ho visto in volo \u2013 vite straordinarie di piloti<\/strong>\u201d (Baldini+Castoldi, 144 pagine, 15\u20ac), presentato mercoled\u00ec 21 luglio nel Cortile del Castello di Carmagnola, in occasione della penultima serata de \u201c<strong>Il libro del Mercoled\u00ec<\/strong>\u201d, kermesse letteraria organizzata dal Gruppo di Lettura Carmagnola.<\/p>\n<p>\u201cInizialmente volevo scrivere\u00a0<strong>storie di piloti<\/strong>, persone che sono straordinarie pur non ritenendosi tali. Per essere un pilota occorre rigore, senso di autocritica massimo e continuo, perch\u00e9 nessun volo \u00e8 perfetto; voglia e dedizione allo studio per una continua\u00a0<strong>formazione<\/strong>\u00a0tecnica che inizia dal primo giorno di scuola e termina solo il giorno in cui si pone le ruote a terra per l\u2019ultima volta prima di andare in pensione\u201d. Il\u00a0<strong>fascino del volo<\/strong>\u00a0ha ammaliato il genere umano da tempi immemori, dalla creazione del mito di Icaro, ai giorni nostri affascinando personaggi come Leonardo e i fratelli Wright.\u00a0\u201cEra di queste persone che danno\u00a0<strong>concretezza\u00a0<\/strong>a questa fantasia, degli Ulisse del cielo, che volevo parlare e raccontavo le loro storie\u201d afferma\u00a0<strong>Nassetti<\/strong>\u00a0dialogando con\u00a0<strong>Maurizio Liberti<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Alessia Respighi<\/strong>\u00a0\u201ce cos\u00ec ho messo insieme le storie di alcuni di loro. Ho fatto leggere questi profili al\u00a0<strong>giornalista Gabriele Romagnoli<\/strong>, che ha scritto la prefazione, che immediatamente mi chiese perch\u00e9 non avessi inserito fra queste la vicenda di\u00a0<strong>mio fratello Alberto<\/strong>, che rappresentava la storia per eccellenza della determinazione e la capacit\u00e0 di reagire alle sventure dei piloti\u201d. Dopo un attimo di esitazione\u00a0<strong>Filippo Nassetti<\/strong>\u00a0mise nero su bianco la storia di questo fratello che con molta determinazione e sacrifici arriv\u00f2 alle cloche di un aereo prima di doversi fermare per subire un\u00a0<strong>intervento al cervello<\/strong>\u00a0per un tumore maligno. Ma neppure questo riusc\u00ec a fermarlo, visto che\u00a0<strong>Alberto Nassetti<\/strong>\u00a0fu il primo pilota al mondo a ottenere nuovamente, dopo molte battaglie, l\u2019abilitazione al pilotaggio. Nel libro la storia di\u00a0<strong>Alberto Nassetti\u00a0<\/strong>si intreccia con quella di\u00a0<strong>Pier Francesco Amaldi Racchetti<\/strong>, pilota pure, figlio di\u00a0<strong>Pier Paolo Racchetti<\/strong>, che nel 1994 per\u00ec in un incidente aereo di collaudo assieme ad Alberto. Con incastonate fra le pagine, come\u00a0<strong>autentici camei<\/strong>, cinque storie di piloti che dimostrano come nella loro quotidianit\u00e0 e leggerezza di vivere, queste persone siano\u00a0<strong>straordinarie nell\u2019ordinario<\/strong>. \u201cSolo dopo l\u2019uscita del libro ho capito a pieno la grandezza e l\u2019importanza della storia di mio fratello\u201d afferma\u00a0<strong>Filippo Nassetti<\/strong>\u00a0all\u2019ombra del municipio carmagnolese, prima di autografare un volume che si legge tutto di un fiato e ci fa abbracciare persone che assomigliano cos\u00ec tanto a chi avremmo voluto essere. Ma non abbiamo avuto la forza e il coraggio per imitarli.<\/p>\n<p>Seduto alla scrivania del suo ufficio in\u00a0<strong>via Alberto Nassetti<\/strong>\u00a0a Fiumicino,\u00a0<strong>Filippo Nassetti<\/strong>\u00a0meditava da tempo di scrivere un libro dal titolo \u201c<strong>Piloti<\/strong>\u201d. Titolo poco originale, forse, ma sicuramente efficace ed esplicativo di quanto avrebbero raccontato le pagine all\u2019interno. E il giornalista bolognese di nascita e romano di adozione era nella condizione ideale per farlo. Lavorando all\u2019<strong>ufficio stampa Alitalia<\/strong>\u00a0era ed \u00e8 abituato a forgiare immagini con le parole e di piloti (di aerei) ne incontrava e ne incontra a volont\u00e0 tutti i giorni. Non solo per questioni di lavoro, ma anche al bar per la colazione o semplicemente nei corridoi degli uffici della compagnia di bandiera. E di\u00a0<strong>storie di volo<\/strong>\u00a0ne aveva sentite tante. E cos\u00ec ha cominciato a mettere su carta le storie e i profili che gli sembravano migliori per descrivere queste strane persone che affermano di lavorare \u201c<strong>nell\u2019ufficio pi\u00f9 bello del mondo\u201d: il cielo<\/strong>.<\/p>\n<p>Messi su carta (o in un file di computer) una decina di questi profili li fece leggere a\u00a0<strong>Gabriele Romagnoli<\/strong>, bolognese e, soprattutto, giornalista e scrittore.<\/p>\n<p>\u201cBel lavoro\u201d afferm\u00f2 Romagnoli \u201cma perch\u00e9 non scrivi la\u00a0<strong>storia di tuo fratello Alberto<\/strong>? Quella non \u00e8 una storia, ma \u00e8 la storia per eccellenza dei piloti\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che ha preso un\u2019altra piega il libro di\u00a0<strong>Filippo Nassetti<\/strong>\u00a0che ha immediatamente cambiato il titolo dell\u2019opera, divenuto \u201c<strong>Molte aquile ho visto in volo \u2013 vite straordinarie di piloti<\/strong>\u201d (Baldini+Castoldi, 144 pagine, 15\u20ac), titolo tratto da un verso di una poesia scritta dal fratello Alberto. Sul palco del cortile del\u00a0<strong>Castello di Carmagnola<\/strong>\u00a0<strong>Nassetti<\/strong>\u00a0racconta con una certa emozione lo sviluppo di questo suo lavoro. Una certa emozione dovuta al fatto di scrivere del proprio fratello, di sette anni pi\u00f9 vecchio, morto in un incidente aereo il 30 giugno 1994.\u00a0\u00a0E proprio quell\u2019<strong>incidente aereo<\/strong>, durante un volo di collaudo del nuovo velico dell\u2019Airbus A330, fa da\u00a0<strong>cerniera<\/strong>\u00a0delle due storie portanti del libro. Quella di Alberto Nassetti e di\u00a0<strong>Pier Francesco Amaldi Racchetti<\/strong>, pilota e figlio di\u00a0<strong>Pier Paolo Racchetti<\/strong>, altro pilota italiano perito nell\u2019incidente di Tolosa. Un racconto che procede linearmente con i capitoli dedicati ad\u00a0<strong>Alberto Nassetti<\/strong>\u00a0che partono dal momento in cui quattordicenne scrive al padre chiedendo scusa perch\u00e9 non seguir\u00e0 l\u2019indirizzo di studi sognato dal genitore, ma seguir\u00e0 la sua\u00a0<strong>passione per il volo<\/strong>\u00a0fino a diventare comandante di un jet per i colori di Alitalia. Una storia che si conclude con il giorno dell\u2019incidente, descritto senza fronzoli, quasi fosse un racconto di cronaca, senza far trasparire le emozioni, che pure albergano nel cuore dell\u2019autore.\u00a0<strong>Percorso a rovescio<\/strong>\u00a0per il secondo protagonista,\u00a0<strong>Pier Francesco Amaldi Racchetti<\/strong>, che inizia dal giorno in cui siede per la prima volta ai comandi di un jet e si ritrova sulla pista di rullaggio di Fiumicino ad attendere l\u2019atterraggio di un aereo prima di poter decollare. E il destino \u00e8 sempre l\u00ec, pronto a darci le sue suggestioni, e quale deve essere stata la sorpresa del giovane pilota nel vedere che il\u00a0<strong>Boeing 777<\/strong>\u00a0che stava posando le ruote al suolo era quello dedicato a suo padre Pier Paolo, che lui non aveva mai conosciuto, essendo nato 33 giorni dopo la sua morte.<\/p>\n<p>Pur essendo un volume che ha come\u00a0<strong>nodo centrale<\/strong>\u00a0l\u2019incidente di Tolosa \u00e8 un libro di ottimismo, scritto in modo leggero e di facile lettura che dimostra come i piloti siano s\u00ec persone straordinarie, ma nella quotidiana ordinariet\u00e0. Se per\u00a0<strong>Racchetti<\/strong>\u00a0il destino verso la cabina di pilotaggio era tracciato dal suo DNA, padre pilota, madre assistente di volo, il nuovo marito della moglie che lo ha allevato pilota pure lui e se non bastasse anche nonni piloti, per\u00a0<strong>Alberto Nassetti<\/strong>\u00a0la cosa \u00e8 meno scontata non avendo in famiglia nessuno con la passione del volo. Eppure quella\u00a0<strong>passione<\/strong>\u00a0lo porta a fare scelte faticosissime, come scegliere una scuola superiore che comporta viaggi di due ore di andata e altrettante di ritorno per seguire le lezioni per un quattordicenne che \u00e8 ancora un bambino. Ma mollare mai, pretendere da s\u00e9 stesso di essere il\u00a0<strong>migliore<\/strong>\u00a0in ogni esame della vita, sia scolastica sia nelle selezioni della compagnia di bandiera; il guardarsi continuamente allo specchio per cercare ogni giorno e ogni attimo dove e in cosa\u00a0<strong>migliorare<\/strong>. Una forza di volont\u00e0 espressa anche in altri campi, in sella a una moto da cross, scalando una montagna, scattando una fotografia particolarmente emozionante. Una forza di volont\u00e0 e il desiderio di contare solo su s\u00e9 stesso e sulle proprie attitudini che lo porta ad affrontare l\u2019esame pi\u00f9 difficile della sua vita con determinazione e caparbiet\u00e0 non comuni. Quando nel gennaio del 1991, all\u2019et\u00e0 di 25 anni non ancora compiuti, gli viene diagnosticato un\u00a0<strong>tumore al cervello<\/strong>\u00a0la prima cosa che Alberto Nassetti che \u00e8 rassicurare i familiari, raccontando una bugia alla madre, una bugia che ha il solo scopo di preservare la tranquillit\u00e0 di chi gli sta intorno. \u201cMamma vai pure a Bologna dai nonni. Domani io vado in ospedale per un\u00a0<strong>ematoma alla testa<\/strong>\u00a0rimediato in una caduta con la moto da cross\u201d dice con leggerezza, pur conoscendo perfettamente la gravit\u00e0 della situazione. Invece era un tumore maligno al cervello, e per\u00a0<strong>Alberto<\/strong>\u00a0iniziava una nuova\u00a0<strong>sfida<\/strong>\u00a0per tornare a essere quel pilota in cabina di pilotaggio che era stato fino a pochi giorni prima. Una battaglia iniziata stringendo al massimo i tempi dell\u2019intervento, lavorando sodo per velocizzare il recupero, andando alla ricerca di quegli specialisti che potessero fargli ottenere nuovamente la severa abilitazione al volo che era il suo obiettivo finale.\u00a0<strong>Abilitazione<\/strong>\u00a0che mai prima di allora aveva ottenuto un pilota operato al cervello. Riuscire a ottenerla, seppur limitata a un ruolo di seconda fila nella cabina di pilotaggio, fu un successo. \u201cQuando mio fratello Alberto ottenne quella idoneit\u00e0 parziale al volo ne fu felice, ma non gli bastava essere il terzo pilota in cabina\u201d racconta sul palco carmagnolese\u00a0<strong>Filippo Nassetti<\/strong>. \u201cCos\u00ec continu\u00f2 a lottare, a sottoporsi a esami fino a quando ottenne, primo pilota al mondo, l\u2019abilitazione totale\u201d.<\/p>\n<p>Un vero successo.<\/p>\n<p>Storia professionale invece scontata per\u00a0<strong>Pier Francesco<\/strong>\u00a0che prende la sua decisione all\u2019et\u00e0 di diciannove anni quando i genitori lo portano all\u2019aeroporto di Roma Urbe per un battesimo del volo su\u00a0<strong>Cessna<\/strong>, prendendo consapevolezza che quella che era una passione latente doveva diventare realt\u00e0. Ma essere\u00a0<strong>legato geneticamente<\/strong>\u00a0al volo non basta per farne un pilota, ci vogliono spirito di sacrificio, dedizione, studio e molto altro ancora. \u201cIl mestiere del pilota richiede una formazione permanente\u201d afferma\u00a0<strong>Filippo Nassetti<\/strong>. \u201cMi capita di incontrare piloti che dopo trent\u2019anni di volo si chiudono in casa per giorni a\u00a0<strong>studiare<\/strong>, documentarsi, prepararsi per il rinnovo dell\u2019abilitazione al comando dell\u2019aereo. Che non \u00e8 solo questione di essere fisicamente in forma, e superare gli esami clinici molto severi cui vengono annualmente sottoposti i piloti. Ma anche\u00a0<strong>superare l\u2019esame al simulatore<\/strong>, quando si \u00e8 ai comandi di un aereo e si deve rispondere con prontezza e precisione all\u2019emergenza che l\u2019esaminatore proporr\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Un volume che non \u00e8 solo la\u00a0<strong>storia di Alberto e Pierfrancesco<\/strong>, ma anche la storia di ordinaria straordinariet\u00e0 di altri cinque piloti che raccontano con la massima semplicit\u00e0 il loro quotidiano. Come\u00a0<strong>Dino Iuorio<\/strong>, scalatore oltre che pilota bergamasco, che durante una spedizione in solitaria sul Pumori, vetta di 7161 metri nell\u2019Himalaya, salvo due alpinisti australiani sepolti da una slavina. Encomi e onorificenze dal soccorso alpino nepalese, ma soprattutto la gran voglia di tramutare quell\u2019esperienza in un qualcosa di utile alla societ\u00e0. Oggi Dino continua a manovrare la cloche del suo\u00a0<strong>Boeing 737<\/strong>\u00a0e nel tempo libero vola sugli elicotteri del soccorso alpino nelle valli bergamasche. Mica come pilota, sarebbe troppo facile, ma come l\u2019uomo che si cala con il verricello per recuperare l\u2019infortunato. O ancora il racconto di\u00a0<strong>Antonino Vivona<\/strong>\u00a0che narra come i piloti delle\u00a0<strong>Frecce Tricolore<\/strong>\u00a0seppero fare quadrato, tutti assieme dopo la tragedia di Ramstein nella quale perirono 70 persone, compresi tre piloti.\u00a0<strong>Abbandonati<\/strong>\u00a0da tutti, politici e giornalisti che fino al giorno prima volevano a tutti i costi essere ritratti con questi piloti, gli aviatori seppero trovare nel loro interno la\u00a0<strong>forza di risorgere<\/strong>\u00a0e riportare in cielo una delle poche glorie che uniscono gli italiani. E siccome un buon libro ha bisogno di un\u00a0<strong>lieto finito<\/strong>\u00a0perch\u00e9 non raccontare la vicenda di\u00a0<strong>Francesco Miele<\/strong>\u00a0che da un incidente motociclistico, con conseguente amputazione della gamba, trov\u00f2 la forza per ritornare a pilotare la forza di tornare in cabina di pilotaggio (primo pilota europeo ad essere riuscito nell\u2019impresa), oltre a trovare l\u2019amore della sua vita. Ora \u00e8 felicemente sposato, vive a Londra, continua a pilotare aerei. Questa in sintesi la sua storia. Ma per gustarla appieno \u00e8 necessario leggere \u201c<strong>Molte aquile ho visto in volo \u2013 vite straordinarie di piloti<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":10,"featured_media":41890,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[34,9],"tags":[],"news-destination":[],"news-source":[],"is_homepage":[],"ta_other":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41891"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41890"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41891"},{"taxonomy":"news-destination","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-destination?post=41891"},{"taxonomy":"news-source","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-source?post=41891"},{"taxonomy":"is_homepage","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/is_homepage?post=41891"},{"taxonomy":"ta_other","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/ta_other?post=41891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}