{"id":83649,"date":"2026-10-11T23:53:08","date_gmt":"2026-10-11T21:53:08","guid":{"rendered":"https:\/\/euwps05.newsmemory.com\/ilmercoledi\/news\/2026\/10\/11\/vinilvintage-viaggio-nel-cuore-della-musica-massive-attack-mezzanine\/"},"modified":"2026-10-12T14:45:34","modified_gmt":"2026-10-12T12:45:34","slug":"vinilvintage-viaggio-nel-cuore-della-musica-massive-attack-mezzanine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/2026\/10\/11\/vinilvintage-viaggio-nel-cuore-della-musica-massive-attack-mezzanine\/","title":{"rendered":"VINILVINTAGE \u2013 Viaggio nel cuore della musica \u2013 Massive Attack, \u201cMezzanine\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Prosegue la rubrica <strong>a cura di <\/strong><strong>Antonio Ferrero<\/strong> che ci regala un viaggio nel tempo attraverso la musica di vari generi, principalmente rock, jazz e canzone d\u2019autore. Con l\u2019intenzione di riscoprire <strong>album pi\u00f9 e meno noti, ma tutti di grande qualit\u00e0<\/strong>, per esplorarne brevemente tecniche, armonie e magari <strong>qualche piccolo segreto<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>Certo, non per soddisfare tutte le <strong>curiosit\u00e0<\/strong>. Semmai, per suscitarle e invogliare il lettore a gustarsi quanto di prezioso la musica degli ultimi sessant\u2019anni, quella buona, ha saputo regalarci.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3 \u2013 12\/9\/2026<\/strong><\/p>\n<h2><strong>\u00a0\u201cMezzanine\u201d \u2013 Un muro di sonorit\u00e0 aspre, ipnotizzanti e \u201cMassive\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img alt=\"VINILVINTAGE \u2013 Viaggio nel cuore della musica \u2013 Massive Attack, \u201cMezzanine\u201d\" title=\"VINILVINTAGE \u2013 Viaggio nel cuore della musica \u2013 Massive Attack, \u201cMezzanine\u201d\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-91616\" src=\"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/08\/vinilvintage-Massive-Attak-Mezzanine-1998-Virgin-records.jpg\" alt=\"\" width=\"533\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>Massive Attack \u2013 \u201cMezzanine\u201d \u2013 1998 Virgin records<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Verso la fine degli anni \u201980, sulla scena di Bristol si muovono tre giovani e irrequieti artisti, sono <strong>Robert Del Naja, Grant Marshall e Andrew Vowles<\/strong>.<\/p>\n<p>I tre sono \u201cnati\u201d come DJ techno e <strong>il sampler<\/strong> \u00e8 stato il loro strumento principale; ora ne fanno un ottimo e originale uso anche come musicisti.<\/p>\n<p>In una magmatica serie di collaborazioni, mettono insieme una sorta di <strong>collettivo musicale<\/strong> chiamato Wild Bunch molto disponibile a sperimentazioni e frequentazioni di ogni genere.<\/p>\n<p>E la definizione del genere musicale \u00e8 in effetti un problema in quanto i <strong>Massive Attack<\/strong>, probabilmente riferiscono diverse categorie ed esperienze precedenti e creano uno stile proprio che finisce per confondere ed esulare da quanto \u00e8 stato classificato fino a quel momento con termini quali <strong>\u201ctrip-hop\u201d<\/strong>, che loro contaminano con <strong>Reggae, Dub, musica elettronica, alternative dance, dark wave<\/strong> e molto altro ancora, per dare luogo a qualcosa di nuovo che dal punto di vista sonoro sar\u00e0 detto: <strong>\u201cBristol sound\u201d<\/strong> (si ascoltino in proposito anche i Portishead), mentre dal punto di vista tematico verr\u00e0 ricondotto alla <strong>Pre Millenium Tension<\/strong> (dal titolo dell\u2019album di Tricky membro del Wild Bunch).<\/p>\n<p>Gi\u00e0 i primi due album \u201cBlue Lines\u201d (1991) e \u201cProtection\u201d (1995) mostrano la loro indifferenza a linee guida e mode transitorie ed \u00e8 con questo lavoro i Massive Attack raggiungono l\u2019apice a vetta della loro creativit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>L\u2019album<\/strong><\/h2>\n<p><strong>\u201cMezzanine\u201d<\/strong> \u00e8 un\u2019opera oscura, ossessionata e ossessionante, carica di un malessere paranoico e globale. Rispetto ai lavori precedenti \u00e8 pi\u00f9 ricco di sfumature musicali, grazie all\u2019uso di strumenti (in particolare le chitarre) prima non utilizzati e con la produzione di Neil Davidge risulta meno tecnologico e pi\u00f9 organico dei precedenti e, forse proprio per questo, pi\u00f9 inquietante.<\/p>\n<p>Come sempre i Massive si Attack coinvolgono artisti di grande rilievo: la voce di cielo e di abisso di Elisabeth Fraser dei Cocteau Twins e il signore del reggae Horace Andy, ma non mancano scoperte come la sconosciuta vocalist Sara Jay Hawley.<\/p>\n<p>Il brano di apertura <strong>\u201cAngel\u201d<\/strong>, blandisce l\u2019ascoltatore con una carezza, ma lentamente si trasforma in un artiglio: la voce tesa e alienata di Horace Andy si alterna a minacciosi riff di chitarra elettrica, sottesi da una linea di basso oscura e ipnotica. L\u2019atmosfera soffocante si addensa in \u201cRisingson\u201d citazione dei Velvet Underground (tra gli autori infatti figura Lou Reed), quasi scolpita da basso e batteria e attraversata dalle voci insinuanti e sinistre di Del Naja e Marshall<\/p>\n<p><strong>\u201cTeardrop\u201d<\/strong> \u00e8 il brano pi\u00f9 noto dell\u2019album (saccheggiato da pubblicit\u00e0 e telefilm), una linea ritmica di battito cardiaco, un sample di goccia di pioggia, arpeggi ultraterreni, forti accenti di pianoforte e la voce friabile e delicata di Elisabeth Fraser ci consegnano questo brano memorabile reso ancora pi\u00f9 significativo dal video di Walter Stern \u201cinterpretato\u201d da un feto nel ventre materno. Dopo questo breve attimo di respiro la claustrofobia ritorna spietata con \u201cInertia creeps\u201d. La tecnica del sampling \u00e8 spinta all\u2019 estremo, sormontata da martellante dispositivo di percussioni e sonorit\u00e0 mediorientali e attraversata dal sussurro di Robert Del Naja.<\/p>\n<p>Altri momenti notevoli sono <strong>\u201cMan Next Door \u201d <\/strong>scritta da John Holt, sinistra vicenda di violenza domestica e solitudine urbana raccontata a ritmo di reggae dal vicino di casa che origlia attraverso il muro.<\/p>\n<p>La dolorosa e spasmodica <strong>\u201cDissolved Girl\u201d<\/strong>, cantata da Sara Jay e attraversata da frustate di chitarra elettrica. Ancora molto sampling in <strong>\u201cBlack Milk\u201d<\/strong> costruita attorno a una \u201ccitazione\u201d di \u201cTribute\u201d di Manfred Mann La voce incorporea di Elisabeth Fraser riappare in <strong>\u201cGroup Four\u201d<\/strong> alternata al bisbiglio di Del Naja, segue <strong>\u201cExchange\u201d<\/strong>, quasi beffarda nella sua cadenza da marcetta in salsa reggae.<\/p>\n<p>\u201cMezzanine\u201d: album notturno e paranoico; un muro sonoro di caos di sonorit\u00e0 aspre e oscure e ipnotizzanti, a volte sfuocate come un incubo cos\u00ec difficile sia da ricordare sia da dimenticare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Curiosit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>copertina<\/strong> nata dalla collaborazione tra Robert Del Naja (si dice che Bansky sia lui), il direttore artistico Tom Hingston e il fotografo Nick Knight, mostra <strong>un coleottero meccanico<\/strong>, contorto come un rottame post industriale simbolo della societ\u00e0 onnivora e caotica di fine millennio.<\/p>\n<p>Pare che questo sia <strong>il primo disco<\/strong> messo in vendita direttamente da un gruppo sulla propria piattaforma web (1998, molto prima di Spotify).<\/p>\n<p>Per rendere eterna questa opera d\u2019arte moderna i Massive Attack hanno collaborato con il laboratorio ETH Zurich: ogni brano \u00e8 stato <strong>codificato in molecole di DNA<\/strong>, rendendo eterno \u201cMezzanine\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Keywords<\/h3>\n<p>Arte moderna in versione musica elettronica (Trip-Hop\/Dub\/ Dark wave) = Bristol Sound.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":4,"featured_media":82541,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[787,789],"tags":[],"news-destination":[],"news-source":[],"is_homepage":[581],"ta_other":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83649"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83649"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83650,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83649\/revisions\/83650"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83649"},{"taxonomy":"news-destination","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-destination?post=83649"},{"taxonomy":"news-source","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-source?post=83649"},{"taxonomy":"is_homepage","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/is_homepage?post=83649"},{"taxonomy":"ta_other","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilmercoledi.news\/ilmercoledi\/news\/wp-json\/wp\/v2\/ta_other?post=83649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}