Vinovo: nata la nuova Giunta. Tutto il potere nelle mani di Midollini e Giordano ma la maggioranza «perde» due consigliere
VINOVO – Super poteri a Midollini e Giordano ma la maggioranza perde due consigliere. A un mese dalla revoca delle deleghe agli assessori, la Sindaca ha chiuso la partita rimpasto riaccogliendo in Giunta l’assessora dimissionaria Elena Giordano attribuendole, tra l’altro, incarichi pesanti: Lavori pubblici, Manutenzione, Scuola, Sport, Turismo, Grandi eventi e Distretto Reale di Stupinigi. In capo a Midollini il resto delle deleghe che contano: Bilancio, Urbanistica. Piano regolatore. Nelle mani di due donne, quindi, c’è praticamente il governo della città. Dal rimescolamento escono fortemente ridimensionati gli assessori Gianfranco Guerrini, che perde il vice sindaco ma «guadagna» Ambiente e Covar, e Cinzia Donatiello, che d’ora in avanti si occuperà di trasporti e Pari Opportunità anziché di far quadrare i conti. Sulle barricate le opposizioni e parte della maggioranza: “Nessun cambio di passo auspicato, si è voluto cambiare l’ordine dei fattori ma il risultato è rimasto immutato. Meglio le dimissioni”. Netto il distinguo di Vinovo Progressista, parte della coalizione originaria che ha contribuito all’elezione a sindaco di Maria Grazia Midollini, ma che d’ora in avanti non parteciperà più alle riunioni di maggioranza aprendo una nuova fase di autonomia politica all’interno del Consiglio comunale. Spiegano le consigliere Francesca Fiore e Federica Ciro: “In questi mesi abbiamo lavorato con senso di responsabilità e lealtà istituzionale nella convinzione che potesse maturare un vero cambio di passo nel metodo e nell’azione amministrativa. Questo cambio di passo non si è realizzato”. Singolare la posizione di Uniamo Vinovo, il progetto civico su cui si fonda questa legislatura: in poco meno di due anni ha perso la maggioranza dei consiglieri (4 hanno costituito il gruppo Vinovo al Centro), ha visto il succedersi di ben 3 capigruppo (del sostituto di Renato Piccione non v’è traccia) ma continua ad esprimere Sindaco, Presidente del Consiglio e i 5 assessori. Un disequilibrio di incarichi che pone una seria ipoteca sulla tenuta di questa maggioranza, oramai ridotta al lumicino.











