CARIGNANO – Canalis (PD): ‘Per la casa di Comunità non ci sono i soldi’
La consigliera regionale Pd Monica Canalis punta il dito sui ritardi delle case di Comunità. “Si avvicina la data del primo maggio 2026, quando gli ispettori dovranno certificare l’operatività delle 81 Case della comunità piemontesi finanziate dal PNRR e intanto i nodi vengono al pettine per quanto riguarda le 10 Case della comunità extra PNRR, finanziate con fondi statali ex articolo 20 della legge 67/1988 e con fondi regionali. Le Case della comunità che il Piemonte aveva stabilito essere necessarie per il proprio territorio erano 91, ma con i fondi messi a disposizione del Pnrr se ne stanno realizzando solo 81.
Per le 10 finanziate extra PNRR, i fondi sono stati messi a disposizione delle Asl solo parzialmente.
I lavori sono in stadio avanzato o completo per le Case della comunità:
- Ex Istituto Marco Antonetto, Strada Villardora 220 a Torino (inaugurata nel 2025)
- Alba (CN)
- Bra (CN)
Mentre i fondi non sono ancora stati trasferiti alle ASL per:
- Via Farinelli 25 a Torino
- Via Pellico 19 a Torino
- Cavagnolo (TO)
- Carignano (TO)
- Oulx (TO)
- Canale (CN)
- Cortemilia (CN)
Per ognuna, la DGR del 25 luglio 2023 prevedeva 3.040.000 euro di fondi statali e 160.000 euro di fondi regionali.
Per queste 7 Case della comunità, le Asl interessate hanno trasmesso alla Regione la stima preliminare funzionale ed economica degli interventi, sulla cui base è stata adottata la Determina dirigenziale del 9 giugno 2025 di impegno della quota di cofinanziamento regionale (complessivi 910.807 euro).
Ora però è tutto fermo. L’Accordo di Programma Stato-Regione ex articolo 20 della Legge 67/1988 non è ancora stato siglato e quindi i fondi non sono stati trasferiti alle ASL.
Nel 2022, quando la Giunta Cirio aveva redatto l’elenco delle opere PNRR, avevamo denunciato il rischio di penalizzare i territori in cui le Case della comunità erano finanziate con altre fonti di finanziamento. Ora i nostri timori trovano conferma.
A queste criticità edilizie, si aggiunge la mancanza di un piano sul personale. Infatti non c’è ancora un accordo con i Medici di medicina generale, che disciplini ruoli, modalità operative, impegni orari e riconoscimenti professionali ed economici, né sono state predisposte assunzioni di infermieri, assistenti sociali e operatori socio sanitari, con l’evidente rischio di un ricorso a personale privato o a medici gettonisti”.











