CARIGNANO – Canalis punta il dito: ‘La struttura è in alto mare’
I ritardi nella realizzazione della Casa di comunità di Carignano infiammano la seduta del Consiglio regionale del Piemonte. La consigliera regionale del Pd, Monica Canalis, incalza la giunta Cirio.
«Le 81 case della comunità finanziate dal Pnrr in Piemonte sono state quasi tutte completate tra il 2025 e l’agosto 2026, così come tre delle case della comunità finanziate extra Pnrr (Alba, Bra e l’ex Istituto Marco Antonetto di Torino). Invece, come emerso oggi in Consiglio regionale dalla risposta al mio question time, sono ancora in alto mare le restanti 7 case della comunità finanziate extra Pnrr. Si tratta di: via Farinelli 25 a Torino, via Pellico 19 a Torino, Cavagnolo, Carignano, Oulx, Canale, Cortemilia. In questi 7 casi, nonostante le reiterate rassicurazioni della giunta Cirio, i fondi non sono ancora stati trasferiti alle rispettive Asl, essenzialmente perché non è ancora stato siglato l’accordo di programma Stato-Regione, indispensabile per sbloccare i fondi statali» spiega Monica Canalis.
La struttura di Carignano sarebbe «in alto mare»: «Per ciascuna di queste case della comunità, la DGR del 25 luglio 2023 prevedeva 3.040.000 euro di fondi statali (ex articolo 20 della Legge 67/1988) e 160.000 euro di fondi regionali – aggiunge l’esponente del Partito Democratico – Le Asl hanno trasmesso alla Regione la stima preliminare funzionale ed economica degli interventi, sulla cui base è stata adottata la Determina dirigenziale del 9 giugno 2025 di impegno della quota di cofinanziamento regionale (complessivi 910.807 euro). Ora però è tutto fermo. L’accordo di programma Stato-Regione ex articolo 20 della Legge 67/1988 non è ancora stato siglato e quindi i fondi non sono stati trasferiti alle Asl. Via Farinelli, Canale e Cortemilia sono parzialmente attive grazie alla presenza delle “vecchie” case della salute, ma le Case della Comunità offrirebbero molti più servizi. Nel gennaio 2022, quando la giunta Cirio aveva redatto l’elenco delle opere Pnrr, avevamo denunciato il rischio di penalizzare i territori in cui le Case della comunità erano finanziate con altre fonti di finanziamento. Ora i nostri timori trovano conferma».











