Processo Arlotti, condannato a due anni e tre mesi il karateca nichelinese
NICHELINO – Condanna pesante per Cristian Arlotti, il giovane karateka di Nichelino a cui oggi, lunedì 2 febbraio, il giudice Agostino Pasquariello ha inflitto la pena di 2 anni e 3 mesi di carcere per maltrattamenti in famiglia e lesioni. E’ finito così il processo di primo grado allo sportivo denunciato dall’ex fidanzata e rinviato a giudizio dopo essere stato arrestato in «codice rosso» nel marzo di due anni fa. La pena stabilita dal giudice è la stessa richiesta dalla sostituta procuratrice Barbara Badellino. La sentenza, però, esclude risarcimenti provvisionali richiesti dalla vittima, che si era costituita parte civile con l’avvocata Francesca Violante e chiedeva di ricevere subito 35mila euro.
A Nichelino la sentenza avrà indubbie ricadute politiche. Ricordiamo che Arlotti, fresco vincitore di una medaglia ai Mondiali di Tokyo, era stato ricevuto con tutti gli onori assieme alla squadra in Consiglio comunale dal sindaco Tolardo e dall’assessore alle Politiche giovanili Verzola quando era già sotto inchiesta. Non solo. La palestra in cui si allenava, riconducibile al padre, Paolo Arlotti, ex capogruppo dei Comunisti, era stata beneficiaria di un contributo comunale di 10mila euro. Aspetti entrambi fortemente criticati da parte della maggioranza, Nichelino in Comune-Avs e Pd, che avevano chiesto al Sindaco il ritiro della delega a Verzola o se non un atto politicamente significativo. Questo accadeva un anno fa. Oggi alla luce della sentenza l’argomento torna prepotentemente alla ribalta.











