Criminalità organizzata, bullismo e cyberbullismo. Cos’hanno in comune? Convegno a Poirino con il procuratore Bombardieri
Cos’hanno in comune criminalità organizzata e bullismo? Nulla, all’apparenza. E invece.
“La criminalità organizzata vive di illegalità e sopraffazione, di violenza. Come il bullismo. Entrambi vivono nel silenzio generale e prosperano nella paura. Il loro nemico è l’apertura, la reazione pubblica. La denuncia”. Così Giovanni Bombardieri, Procuratore Capo della Procura della Repubblica a Torino, ospite all’incontro tenutosi a Poirino lo scorso 19 febbraio dal titolo “Criminalità organizzata: Bullismo e Cyberbullismo”, moderato dal giornalista Federico Gottardo.
Che poi è anche il pensiero di Marcela Medrano De Pasquale, Sindaco del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi di Poirino, il cui intervento è stato applaudito e condiviso da tutti.
Bullo e mafioso usano lo stesso trucco: creare un clima di omertà e paura. Come ha confermato dal palco del Salone Italia il Sostituto Procuratore Livia Locci, Coordinatrice del Dipartimento Violenza di genere e domestica-Affari Civili della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino: “Mafia e bullismo si nutrono del silenzio degli altri. Servono interventi a livello socioeducativo, scolastico e familiare: sono anzitutto i genitori a dover dare l’esempio. La società moderna porta con sé padri assenti e madri avvolgenti. Il rapporto non è più di confronto ma di scontro violento. Bisogna invertire la rotta, fare in modo che i ragazzi abbiano fiducia negli adulti, ascoltarli, tornare a essere per loro un riferimento”. Ha aggiunto: “E’ necessario prestare attenzione anche ai luoghi comunemente frequentati, come la scuola, ma non solo. Attenzione, perché in realtà il bullismo comincia con piccole prevaricazioni, dileggio, esclusione. Sono colpiti i più timidi e rispettosi, facendoli sentire soli. Gli effetti possono essere portati addosso per tutta la vita”. Quali sono i campanelli d’allarme? “Un cambio negativo nelle abitudini: ad esempio, non volere più andare a scuola, o il fare scomparire qualcosa da casa. In generale, atteggiamenti sfuggenti o di insofferenza”. I rimedi? “Bisogna tenere aperta la porta della comunicazione. Parlarsi molto, apertamente, senza timore. E ricordarsi che la via d’uscita c’è sempre”.
Il Maggiore dei Carabinieri Massimiliano Monaco, Comandante della Compagnia di Chieri, ha illustrato alcuni dei metodi usati per prevenire e colpire il bullismo: evitare la vittimizzazione secondaria, cioè la colpevolizzazione di chi ha subito il torto, interrogatori pesanti, e in generale di aggiungere disagio al disagio. Occorre un approccio delicato, rispettoso, prestando attenzione anche al luogo in cui ci si relaziona con la vittima del bullismo.
E’ anche importante agire sul contesto: gregari e spettatori silenti sono i principali attori del cosiddetto “bullismo indiretto”. Scuola e centri aggregazione sono i luoghi dove il bullismo trova terreno fertile. Ma sono comunque zone circoscritte, barriere fisiche che il cyberbullismo – con casi registrati almeno dal 2017 – aggira, eliminando il confine geografico. E’ quello il nuovo nemico da contrastare. I “leoni da tastiera”, come si dice oggi. I vigliacchi che si nascondono dietro un monitor.
Anche qui ci sono strumenti di contrasto. Il primo fra tutti resta sapere di avere persone e una comunità su cui contare. Di non essere soli. Perché per ognuno di noi il primo desiderio è di sentirsi accolti. Su questo aspetto bisogna ancora lavorare molto. Iniziare sarà già un buon passo avanti.
Al convegno presso il Salone Italia – organizzato dal Comune di Poirino con il sindaco Nicholas Padalino, l’assessore Antonio Curiale e i colleghi assessori – hanno preso parte il Presidente del Consiglio comunale di Poirino Giovanni Crivello con consiglieri di maggioranza e minoranza, e molte autorità e rappresentanti del territorio, con 30 amministratori dei comuni vicini fra sindaci, assessori e consiglieri.
Di seguito l’elenco delle altre presenze istituzionali:
◙ VICE PREFETTO AGGIUNTO DOTT. MATTEO RAVERA
◙ QUESTURA
DOTT. DAVIDE CORAZZINI PRIMO Dirigente della Polizia di Stato, Dirigente della Squadra Mobile.
◙ GUARDIA DI FINANZA
TENENTE COL. MASSIMILIANO ZECHENDER Comandante del Gruppo di Orbassano.
◙ COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI TORINO SEGRETERIA DEL
COMANDANTE
TEN. COL. FRANCESCO DONVITO, Comandante del Reparto Operativo Carabinieri di Torino
◙ CASA CIRCONDARIALE LORUSSO E CUTUGNO DI TORINO
DIRETTRICE DOTT. ELENA LOMBARDI VALLAURI
DOTT. LUCA MORALI – Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, Primo Dirigente.
◙ PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE CIRIO ALBERTO
◙ PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE NICCO DAVIDE
◙ ONOREVOLE AUGUSTA MONTARULI
◙ ONOREVOLE DANIELA RUFFINO
◙ MAGISTRATO AVV. FEDERICA FABARO
◙ MARESCIALLO CAPO CARABINIERI DI CHIERI GIUSEPPE COPPOLA
◙ MARESCIALLO STAZIONE CARABINIERI NICOLA BARBERIO
◙ MINISTERO DELL’ISTRUZIONE – USR PIEMONTE PROF. SABRINA CAMARDA






















