AMBIENTE – Coldiretti e Università insieme per la qualità dell’aria
Coldiretti e Università insieme per la ricerca sulla qualità dell’aria. Si chiama proprio A.R.I.A., Allevamenti Resilienti e Innovativi per l’Ambiente (Strategie innovative per ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti bovini) il progetto messo in campo in partnership da Coldiretti Torino e il Dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università di Torino.
Il progetto A.R.I.A. nasce con l’obiettivo di ridurre le emissioni di ammoniaca provenienti dagli allevamenti bovini, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria in linea con le normative europee e regionali. In particolare, il progetto mira a sviluppare e validare soluzioni innovative e sostenibili per la gestione dei reflui zootecnici; testare additivi chimici, fisici e biologico-enzimatici per abbattere le emissioni; verificare l’efficacia delle soluzioni in condizioni reali di allevamento; migliorare l’uso agronomico del letame, valorizzandolo come risorsa; prevenire fenomeni di “scambio di inquinanti” lungo tutta la filiera; fornire strumenti pratici e replicabili per le aziende agricole.
Al progetto partecipano anche Impresa Verde Cuneo e 4 aziende agricole tra Torinese e Cuneese e viene finanziato attraverso il bando SRG01/1/2024 – Sostegno ai Gruppi Operativi PEI-AGRI, Sviluppo Rurale 2023 – 2027.
«Di fronte alla demonizzazione degli allevamenti, continuamente accusati di essere i primi responsabili dell’inquinamento dell’aria – commenta il presidente di Coldiretti Torino e vice presidente regionale delegato alla zootecnia, Bruno Mecca Cici – Sappiamo che la zootecnia non è la sola responsabile delle emissioni di gas di ammoniaca nell’aria della Pianura Padana caratterizzata da grandi metropoli e da un traffico veicolare tra i più densi d’Europa. Eppure vogliamo fare la nostra parte. Per questo, abbiamo messo a disposizione le nostre aziende zootecniche per sperimentare nuovi sistemi di abbattimento delle emissioni alla fonte, cioè partendo dal letame che raccogliamo ogni giorno nelle nostre stalle».
Si tratta di un progetto innovativo perché, invece di sperimentare sistemi di copertura o di dispersione dei gas, punta ad abbattere direttamente le emissioni degli effluenti zootecnici agendo sulla composizione bio-chimica. In particolare sarà sperimentato l’uso di additivi chimici, fisici e biologico-enzimatici in grado di diminuire la capacità degli effluenti di produrre ammoniaca. L’utilizzo di enzimi di questo tipo per l’agricoltura è una tecnologia emergente, con studi in corso che ne analizzano l’efficacia. Sebbene gli enzimi siano già impiegati in altri ambiti, come la digestione anaerobica e il trattamento delle acque reflue, la loro applicazione specifica al letame necessita di ulteriori prove e sviluppi, soprattutto in contesti reali di gestione degli allevamenti.
«L’innovazione del progetto – spiega Elio Dinuccio, professore associato del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Torino ed esperto di sostenibilità dei sistemi zootecnici – consiste nell’applicazione di additivi innovativi nella gestione del letame; nello sviluppo di protocolli operativi semplici e sostenibili e nella possibile realizzazione di prototipi di copertura semplificata a basso costo. Le soluzioni saranno validate scientificamente e testate direttamente in azienda, garantendo affidabilità e applicabilità concreta».










