Vinovo: salta il Consiglio. La Sindaca Midollini senza maggioranza
VINOVO – “Questa coalizione è giunta al capolinea”. Ieri sera in Consiglio comunale è andata in scena la probabile fine della legislatura Midollini. A staccare la spina sono stati il gruppo di maggioranza Vinovo al Centro più tutti i consiglieri d’opposizione di Vinovo Ci Siamo, Centrodestra e lista Zanini che al momento di votare la variazione di bilancio sono usciti dall’Aula facendo mancare il numero legale. Un chiaro segnale politico e amministrativo alla Sindaca Maria Grazia Midollini che avanti così non si va più. Nodo della rottura la variazione di bilancio più l’anticipo di cassa, un «corposo prestito» di svariati milioni di euro indispensabile per pagare le ditte dei cantieri del Pnrr (Cottolengo e Gramsci) e finire la parte esterna della scuola del Dega, oltre al Covar e al Cisa 12. Un punto controverso su cui la maggioranza s’è incagliata. Erano settimane che il gruppo Vinovo al Centro pungolava la Sindaca nel volere chiarimenti “chiari, puntuali, corretti, trasparenti” in merito. Chiarimenti che alla fine, secondo la maggioranza dei consiglieri opposizione compresa, non sono arrivati. E dire che Midollini le ha provate tutte per convincerli, appellandosi al senso di responsabilità e a un certo «sentimentalismo»: “Se la variazione non dovesse essere approvata andremmo incontro a grandi difficoltà nel terminare la parte esterna della Gramsci ma soprattutto non avremmo più a disposizione i moduli in cui studiano i ragazzi nel periodo settembre-dicembre. Tutti noi abbiamo a cuore il benessere dei nostri ragazzi”. Parole che alle orecchie dei consiglieri sono suonate stonate. La replica di Luca Piardi (Vinovo Ci Siamo) condivisa dalla maggioranza dei colleghi è stata netta: “Astuto da parte della Sindaca scaricare la responsabilità sul Consiglio comunale. Pensare che con questa variazione si risolvano i problemi dei bambini non è corretto. Il focus, piuttosto, è l’iter, che avrebbe dovuto messere trasparente e corretto. Non lo è stato”. Sulla stessa lunghezza d’onda Edoardo Griffa, “la questione vera è la gestione degli appalti, pessima” e Ivana Zanini. Il colpo mortale alla legislatura l’ha inferto Diego Barilà, capogruppo di Vinovo al Centro: “Sia chiaro: noi non siamo contro gli uffici o questa maggioranza. Siamo contro il metodo del «fidatevi» e del voto al buio. Il Consiglio comunale merita rispetto. Chi governa dimostra di essere forte quando accetta le domande e da risposte”. Unici a dimostrare lealtà alla Sindaca, restando in aula, i tre consiglieri di Uniamo Vinovo, il nucleo originario della coalizione che, come ha ricordato Riccardo Gangi, “non esiste però più”.









