SANITÀ – Parco della salute di Torino ampliato
Aggiornato dal collegio di vigilanza il progetto del Parco della Salute di Torino: le principali novità dell’adeguamento progettuale, affidato al Politecnico di Milano per recepire le normative introdotte dopo il 2017, sono l’aumento dei laboratori di ricerca integrata, l’accorpamento digitale sullo stesso livello per integrazione operativa e impiantistica, 90 posti letto in più derivanti dallo scorporo del Regina Margherita, avvio dei lavori previsto per i primi mesi del 2027, nessun incremento rilevante dei costi.
Il progetto approvato è stato trasmesso al commissario straordinario Marco Corsini, nominato dal Governo per la realizzazione dell’opera.
Nel corso di un punto stampa convocato dopo la riunione del collegio, il presidente della Regione Alberto Cirio ha fatto presente che «era un passaggio fondamentale e obbligatorio perché la progettazione ante Covid doveva essere adeguata a tutte le normative che da allora a oggi sono cambiate. L’aggiornamento elaborato dal Politecnico di Milano, referente scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità per la definizione delle linee guida europee per la progettazione dei nuovi ospedali, alla luce delle esigenze attuali dal punto di vista medico, clinico e della ricerca integrata, ha liberato di fatto 90 posti letto, tornati così a un numero adeguato rispetto ai tagli che erano stati previsti nel passato. Il nuovo ospedale, interamente finanziato con 611 milioni di euro, avrà 1.040 posti letto. Il commissario ha confermato che non ci saranno variazioni rilevanti su tempi e costi: dopo anni di parole, all’inizio del 2027 poseremo la prima pietra per dare il via al più grande intervento di edilizia sanitaria degli ultimi cinquant’anni in Piemonte».
Federico Riboldi, assessore regionale alla Sanità, ha sostenuto che «è fondamentale la condivisione dei passaggi con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, che ringraziamo per la loro collaborazione costante», mentre il commissario Marco Corsini ha rilevato che «dobbiamo fare le necessarie valutazioni col concessionario e con i suoi progettisti, ma ad un primo esame penso che non ci saranno variazioni significative sia per quanto riguarda i tempi (al massimo 2/3 mesi per la progettazione) che per i costi. Preciso però che questo non è un ritardo, ma è il tempo giusto per fare le cose per bene: gli adeguamenti erano necessari per realizzare una struttura adeguata sotto tutti i profili e soprattutto in linea con le attuali esigenze. Confermo l’avvio dei cantieri per il 2027».











