REGIONE – Il Pd: ‘Si taglia la sanità per mamme e bimbi, ma si aprono le stanze d’ascolto’
L’assessore Marrone, nella sua visione ideologica che è l’unica che lo ispira, si dimentica dei servizi per tante mamme e garantisce solo quelli che fanno comodo alla ‘sua’ personale visione del welfare”. Così Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, attacca la Giunta Cirio dopo il via libera alla riapertura della “Stanza dell’Ascolto” al Sant’Anna di Torino, affidata al Centro di Aiuto alla Vita.
“Marrone, invece di occuparsi del welfare dei piemontesi, come al solito ‘dà i (suoi) numeri’ e ogni volta ha bisogno di spararla più grossa della precedente. Milleduecento bambini nati ‘grazie’ al sedicente Fondo Vita nascente sono davvero il peggiore dei fuochi d’artificio che potesse sparare. Un fondo che, senza alcun criterio o graduatoria, assegna alla discrezionalità di qualche associazione antiabortista, priva peraltro di professionalità – come ha riconosciuto il Tar -, il sostegno alla genitorialità e alla natalità attraverso un piccolo contributo, peraltro transitorio. Tutto per annunciare che, in linea con lo smantellamento in atto della sanità piemontese, l’assessore torna a sottrarre spazio a un ospedale pubblico per una stanzetta dove fare propaganda elettorale antiabortista. L’ospedale Sant’Anna è stato separato dalla Città della Salute senza alcuna certezza per il futuro; sul nuovo ospedale non c’è alcuna garanzia e neppure sui servizi per la salute femminile, che saranno spezzettati in aziende sanitarie differenti, mentre il vicepresidente della Regione pensa ad aprire la ‘stanza della vergogna’ all’interno dello stesso presidio”, interviene con forza la consigliera regionale PD Nadia Conticelli.
“Mentre la destra trova tempo e risorse per portare la propria propaganda negli ospedali pubblici – incalza Pentenero -, la rete materno-infantile piemontese è lasciata senza programmazione. In Piemonte ben sei centri avrebbero bisogno di valorizzazione e investimenti, mentre la medicina di prossimità per i più piccoli viene smantellata nel silenzio generale. Lo dimostra quanto sta accadendo a Novara, dove centinaia di famiglie sono in allarme per la chiusura a ottobre del Punto di Assistenza Pediatrica Territoriale: un presidio fondamentale del sabato mattina cancellato con il nuovo accordo regionale, con il rischio concreto di lasciare i cittadini senza risposte e intasare di codici bianchi e verdi il pronto soccorso ospedaliero. E gli stessi PAPT non sono più contemplati neanche per l’Asl To4. La rete pediatrica è allo stremo per la carenza di medici, ma l’unica preoccupazione della Giunta resta garantire ‘le scelte di bandiera’”.
“Di fronte a questo quadro, si agisce solo per convenienza politica. Quando c’è da garantire sicurezza clinica, personale e servizi diffusi la destra taglia o scappa; quando c’è da attaccare l’autodeterminazione delle donne, invece, si dimostra rapidissima. È inaccettabile piegare la salute pubblica alla crociata ideologica”, aggiunge Pentenero.











