I fratelli Lanza assolti, dicono “fatta chiarezza sul nostro operato”
PECETTO – Si è conclusa con l’assoluzione di Gianfranco Lanza e della sorella Manuela Lanza, legati al marchio Aloe Ghignone di Pecetto Torinese, la vicenda giudiziaria relativa alla contestazione riguardante il mancato rimborso di una fornitura di aloe ad una loro cliente.
Lo scorso martedì il Tribunale di Torino ha pronunciato la sentenza di assoluzione dei due imputati di una complessa vicenda, che ha origini lontane. La decisione del giudice è avvenuta dopo aver verificato che la cliente aveva ricevuto le somme che attendeva, per un importo complessivo di circa 33 mila euro, per una contestata fornitura di aloe.
Con questa sentenza di assoluzione si chiude una vicenda che, nel corso del procedimento, aveva associato il nome dell’azienda Aloe Ghignone a contestazioni particolarmente gravi, tra cui l’ipotesi di aver occultato somme di denaro al fine di sottrarsi all’obbligo di pagamento.
“L’esito del procedimento – commenta Gianfranco Lanza – consente adesso di fare chiarezza su una vicenda che ha avuto inevitabili ripercussioni sull’immagine e sulla reputazione del marchio della nostra attività. Aloe Ghignone prosegue quindi il proprio percorso con la volontà di tutelare sia il lavoro svolto negli anni che la reputazione di un nome che ha costruito la propria storia nel settore dell’aloe e degli integratori alimentari”.

Dunque per Gianfranco e Manuela Lanza la conclusione del procedimento, con assoluzione, rappresenta un importante momento di chiarezza e pone fine a un capitolo per loro particolarmente difficile e doloroso.
I Lanza infine dichiarano “La giustizia ha fatto il suo corso. Siamo felici di aver potuto dimostrare anche alla comunità di Pecetto Torinese il nostro impegno verso la trasparenza del nostro agire e la qualità dei prodotti commercializzati, portando avanti con serietà e passione un’eccellenza nel settore degli integratori alimentari”.










