L’antico Egitto incontra l’intelligenza artificiale

Una delle culle dell’Antichità al confronto con l’intelligenza artificiale. E’ la sperimentazione che vede protagonista il Museo Egizio di Torino che ha analizzato oltre 650 stele, con centinaia di caratteristiche iconografiche riconosciute e indicizzate automaticamente e tempi di descrizione e catalogazione drasticamente ridotti. Sono i risultati della prima sperimentazione di applicazione dell’intelligenza artificiale alla collezione del Museo Egizio, iniziata nell’aprile 2025.
L’intelligenza artificiale è stata addestrata a riconoscere, denominare e indicizzare gli elementi rappresentati nei reperti – divinità, persone, elementi iconografici simbolici e testuali – a partire dalle loro riproduzioni fotografiche. I metadati raccolti confluiranno nella Collezione Online del Museo, dove un sistema interconnesso di tag permetterà, ad esempio, di cercare un elemento specifico, come una divinità o perfino un certo capo di abbigliamento, per poi risalire a tutti gli oggetti che lo riportano.
La sperimentazione è stata ideata dal curatore ed egittologo del Museo Johannes Auenmüller e dal Data Manager dell’Egizio Claudio Tarable, con lo sviluppo tecnico di fabbricadigitale, che ha lavorato sulla collezione di stele utilizzando modelli di Vision Language AI (VLM), in grado di integrare l’analisi delle immagini con la comprensione del linguaggio naturale.
“L’obiettivo dell’Egizio è stato duplice – racconta il curatore del Museo Johannes Auenmüller – raggiungere un livello di descrizione approfondito per ciascun oggetto della collezione e l’implementazione di tutti i metadati raccolti sul sito della Collezione Online del Museo, per garantirne la totale accessibilità a tutti e a tutte”.
“Il valore di questa sperimentazione sta nell’incontro tra la conoscenza degli specialisti e la capacità dell’intelligenza artificiale di organizzare e rendere interrogabili grandi quantità di informazioni. L’AI non sostituisce l’esperto, ma può supportarlo, lasciando alle persone la validazione e l’interpretazione scientifica” commenta Francesco Meneghetti, CEO di fabbricadigitale.
Una volta analizzati tutti i dati raccolti lo stesso approccio potrà essere applicato a nuove categorie di oggetti.










