COLDIRETTI – Agricoltori in piazza di fronte al Consiglio regionale
Centinaia di agricoltori del Torinese, provenienti da tutta la provincia, hanno partecipato alla manifestazione di fronte al Consiglio regionale organizzata da Coldiretti per chiedere provvedimenti per salvare l’agricoltura piemontese.
«Per le aziende agricole del Torinese – sottolinea il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – la situazione sta diventando insostenibile. Il prezzo del gasolio agricolo, dei fertilizzanti e dell’energia stanno mettendo in crisi la stessa sopravvivenza del nostro settore agricolo. Ma al rialzo dei costi di produzione si aggiungono i prezzi troppo bassi che vengono imposti agli agricoltori dall’industria alimentare e dalla Grande distribuzione. La nostra agricoltura per produrre il nostro cibo spende al limite del collasso e non guadagna niente. Non si potrà andare avanti così».
L’agricoltura sta vivendo un momento storico che ha bisogno di scelte coraggiose anche a livello locale.
«Abbiamo bisogno di scelte politiche, anche locali, coraggiose e che guardino al futuro. Piante e animali sono colpiti dal clima che cambia. Siamo di fronte a siccità, eventi catastrofici ricorrenti, nuovi parassiti e nuove malattie, spopolamento delle campagne e impoverimento dei servizi. Eppure non si fa abbastanza per garantire l’irrigazione, per sostenere le protezioni e gli indennizzi per le calamità, per la ricerca contro le nuove avversità, per favorire gli insediamenti dei giovani, per sostenere la multifunzione agricola che offre servizi ai territori, per promuovere la produzione energetica rinnovabile, per fermare il consumo di suolo e l’accaparramento dei campi per la speculazione, per orientare i giovani e i consumatori locali verso un’alimentazione sana e a Km Zero».
Dunque «Con una crisi energetica e produttiva che rischia di essere peggiore di quella causata dal Covid, non solo l’Europa deve mettere in campo un nuovo Pnrr straordinario per l’agricoltura ma anche la Regione Piemonte e gli enti locali devono guardare con determinazione al futuro dell’agricoltura torinese. Se da una parte servono risorse aggiuntive rispetto alla Pac, per fronteggiare l’aumento dei costi di produzione, sostenere gli investimenti e garantire così la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole che garantiscono a tavola cibo sano e sicuro. Dall’altra serve gestire al meglio queste risorse sul piano locale e servono misure locali per garantire un futuro al nostro settore primario e alle nostre produzioni».
Una manifestazione che non si è limitata a portare in piazza la protesta ma ha portato le proposte per un confronto serio con la politica regionale.
In particolare sono 10 gli interventi prioritari presentati al Consiglio regionale affinché si intervenga immediatamente per evitare il collasso dell’agricoltura piemontese:
- Costi di produzione alle stelle e non più sopportabili per cui serve un urgente intervento diretto per contenere il caro gasolio ed estendere il sostegno relativo al caro fertilizzanti a tutti i comparti produttivi. L’incidenza di queste maggiori spese ha determinato una mancanza di liquidità per cui occorre anche intervenire sul contenimento degli oneri finanziari agendo sulla leva finanziaria.
- Filiere produttive: occorre un’azione per tutelare le imprese e le aggregazioni d’imprese contro lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera. Chiesto un confronto in Regione con gli attori della distribuzione organizzata.
- Cambiamenti climatici e gestione irrigua: non è ancora stata avviata la procedura, nei confronti del ministero, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, poiché l’estate 2026 è stata la più calda degli ultimi 70 anni. Parallelamente serve un piano invasi multifunzionale per evitare di operare sempre in emergenza.
- Cibo e salute: promuovere una cultura della sana alimentazione deve diventare una delle priorità delle linee di indirizzo del Piemonte per difendere la salute dei cittadini contro i cibi ultraformulati, inserendo ulteriori specifiche indicazioni nei capitolati delle mense pubbliche.
- Ambiente e territorio: serve maggiore flessibilità rispetto alla fase di completa attuazione del Piano Stralcio Agricoltura, parte integrante del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria, al fine di concedere più tempo alle imprese zootecniche, prevedendo un periodo di sospensione delle sanzioni.
- Gestione del rischio: servono risorse aggiuntive per le polizze agevolate. Incentivare l’adozione di una adeguata gestione del rischio può permettere alle imprese di proteggersi da eventi avversi sempre più frequenti, salvaguardando la produzione e la redditività.
- Consumo di suolo: la tutela delle aree agricole deve rappresentare uno degli obiettivi primari della Regione, contrastando al massimo il consumo di suolo, fino ad azzerarlo, per garantire la produzione di cibo per i cittadini.
- Fauna selvatica: non è possibile continuare così per cui è urgente rafforzare l’azione di contenimento. Si è aggiunta, da due anni ad oggi, la beffa rappresentata dal riconoscimento solo parziale del valore del danno periziato. E’ necessaria, dunque, una riforma dell’attuale assetto del sistema venatorio regionale.
- Lavoro stagionale: sostenere l’accoglienza innescando processi virtuosi, mettendo in sicurezza la manodopera agricola stagionale, sostenendo quelle imprese che vogliono realizzare investimenti finalizzati proprio a tale scopo.
- Montagna e pascoli: è necessaria, visto il diverso andamento climatico, una revisione delle fasce altimetriche, ma anche dei periodi in cui è attualmente consentito il pascolamento per favorire la tutela ambientale ed il presidio dei territori montani.
A seguito della manifestazione arriva dalla Regione l’impegno a stanziare i primi 13 milioni di euro per calmierare il caro gasolio.










